Le stelle oscure II

M22 - Facies: la nebula davanti all'occhio dell'Arciere - Parte seconda

[Vai alla prima parte]

 

Linguaggio Astrale 172 - autunno 2013

Patrizia Nava

 

Facies, davanti al volto dell’Arciere

Tolomeo si riferisce alla costellazione del Sagittario con le seguenti parole:


Delle stelle del Sagittario, quelle sulla punta della freccia hanno la qualità medesima dell’astro di Marte e della Luna; quelle intorno all’arco e all’impugnatura convengono con le qualità delle stelle di Giove e di Marte. La condensazione posta sul volto conviene con la qualità del Sole e della stella di Marte; quelle poste sulle ali e sulla groppa convengono con la qualità delle stelle di Giove e, in parte, di Mercurio; quelle nei piedi si accordano alla qualità delle stelle di Giove e di Saturno; infine il quadrangolo posto sulla coda si conforma alla qualità delle stelle di Venere e, in parte, di Saturno.[1]

 

Come in tutti i testi antichi dove le stelle vengono descritte in base alla loro posizione nella figura della costellazione, e non attraverso un sistema di coordinate, l’identificazione rimane dubbia. In particolare “la condensazione posta sul volto”, di natura Sole/Marte, è stata identificata da G. Bezza come NGC 6530 (ammasso aperto nella nebulosa M8 Spiculum/Laguna),[2] mentre Vivian Robson identifica tale condensazione con Facies, M22, appunto.


Facies, M22 Sagittarii, la nebula nel volto dell’Arciere.
Influsso: ha la natura del Sole e di Marte e causa cecità, vista difettosa, malattia, incidenti e morte violenta.
[3]

 

Bernadette Brady suggerisce che, invece di segnalare difetti visivi come tutte le nebule, Facies indicherebbe al contrario uno sguardo penetrante, l’occhio acuto e la mira infallibile dell’arciere che studia e fissa l’obiettivo per colpirlo con determinazione spietata. Una concentrazione intellettuale ed emotiva intensa sulla meta da raggiungere sarebbe una caratteristica di questa posizione, che segnala persone focalizzate, dal pensiero e dall’azione efficace.


Facies rappresenta lo sguardo penetrante di un’arma letale. E’ uno dei più difficili, e forse violenti, oggetti celesti. La sua azione penetrante non ha riguardo per gli altri, e può perciò produrre un grande leader o un dittatore. [4]

 

Un’interpretazione stimolante, anche se vale la pena ricordare che Facies (M22) non deve essere confusa con Ain al Rami, Oculus Sagittarii, come invece la Brady sembra supporre. L’occhio dell’arciere propriamente detto è infatti un piccolo asterismo collocato sull’eclittica a 12° 28’ Capricorno, composto da due stelle relativamente deboli e vicine, Nu1 e Nu2, tradizionalmente catalogato tra le nebule antiche.
L’ammasso globulare Facies si trova invece davanti ad Ain al Rami, l’occhio dell’Arciere. E’ una condensazione nebulosa che può offuscare la vista, ma è anche una sorta di lente attraverso la quale l’arciere stesso deve necessariamente guardare per puntare l’obiettivo da raggiungere. E’ uno strumento per prendere la mira, per scoccare la freccia verso il centro: le analogie tra l’arco del Sagittario, dove la nebula si trova, il mirino di un’arma e il cercatore di un telescopio, che serve per centrare l’oggetto da osservare, per puntare lontano, per vedere di più e più in profondità ciò che i limiti dell’occhio nudo non consentono di percepire, risultano evidenti.

 

arciere
La costellazione dell’Arciere con le nebule Oculus Sagittarii, Facies e Spiculum

 

Diana K. Rosenberg, studiosa americana recentemente scomparsa che ha dedicato un’opera monumentale alle stelle fisse, definisce Facies M22, l’ammasso proprio davanti al volto dell’Arciere, come una lente di percezione e immaginazione, che caratterizza gli esploratori della mente e del sapere, individui brillanti e volti alla ricerca, estremamente impulsivi e indipendenti. Talora convinti della propria superiorità, possono, in casi estremi, manifestare intolleranza e autoritaria severità, vivendo sotto continua pressione e tensione, portando con sé il senso di un destino, se non di una missione, di un obiettivo personale o universale da raggiungere.


Come gli osservatori delle stelle tra di loro (astrofisici, astronomi ed astrologi hanno questa posizione) che, mentre studiano il cielo, stanno in effetti guardando immagini distanti provenienti da un lontano passato, essi tendono a trovare coraggio e guida nelle antiche tradizioni e difenderanno la verità che ne ricavano contro qualunque ostacolo. […] Molti di loro sono guerrieri del quotidiano, che non cercano né si aspettano una vita facile e comoda […] Coraggio, forza di volontà e determinazione sono loro connaturati e potrebbero commettere, subire o lottare contro atti di intolleranza, non solo razziale e religiosa, ma anche accademica e filosofica. […] Lavorano sodo per ottenere riconoscimento e rispetto ed è probabile che debbano superare grandi sfide (se nessuna grande sfida si presenta, se la vanno a cercare!). [5]

 

La Rosenberg continua ricordando che nell’antico Liber Hermetis questi gradi sono collegati alla divinazione e alla profezia, alla volontà di vedere il possibile o probabile futuro. Ferite o problemi agli occhi, al volto e al capo (Manilio disse che l’Arciere produce persone con un occhio solo – e chiudere un occhio è uno dei sistemi più semplici per prendere la mira), insieme a malattie croniche e possibili incidenti, così come incendi, eruzioni, battaglie, esplosioni nucleari, sono talora collegati a questa posizione. [6]

 

L'ammasso globulare M22 - Facies

Facies e la Luna: le mansioni lunari

Il luminare notturno è tra gli elementi del tema più sensibili alla congiunzione con Facies, come con qualunque altra nebula. Tolomeo scrive:


Si produce un danno alla vista, ad uno degli occhi, quando la Luna […] si applica ad una delle conformazioni nebulose che si trovano nello zodiaco, quali la nebula del Granchio, le Pleiadi nel Toro, la freccia nel Sagittario, il pungiglione dello Scorpione, le parti del Leone presso la Chioma di Berenice o l’urna dell’Acquario. [7]

 

Il danno alla vista, come abbiamo visto in precedenza, non è certo l’unico effetto di queste congiunzioni, ma è certamente uno dei più caratteristici e facilmente rilevabili. Sordità ed altri difetti permanenti sono talora riscontrabili. Sebbene la Luna detenga una sorta di primato in questo senso, qualsiasi punto cruciale del tema può essere afflitto da Facies, in particolare il Sole (luminare del giorno e pertanto anch’esso collegato alla vista), l’almuten della genitura, l’Ascendente o il suo governatore, il Medio Cielo.


La posizione di Facies corrisponde alla XX dimora lunare, al-nahaim, “gli struzzi”, che comprende, tra le più brillanti stelle segnalatrici, Alnasl, Kaus, Nunki e Ascella della costellazione del Sagittario. Questo manzil, secondo Volguine, favorisce l’eloquenza e gli scritti. [8] Secondo Agrippa questa dimora è favorevole per l’addomesticamento delle bestie selvagge e la custodia delle prigioni, ma distrugge la ricchezza delle società. Picatrix consiglia di approfittare del transito della Luna in quest’area del cielo per costruire pentacoli contro le malattie.
Nel sistema indiano è Purva Ashada, “l’Invincibile” o “la Prima Vittoria”. Coloro che nascono con la Luna in questa posizione hanno abilità di comando, influenza e potere sugli altri. Sono orgogliosi e indipendenti, amano il confronto e sono determinati nel perseguire i propri obiettivi, che di solito raggiungono con successo. Desiderano gloria e fama, ma non manca loro una certa profondità spirituale o filosofica, unita a grandi doti oratorie. Talora hanno vita difficile e soffrono di debolezza fisica (ma Robson parla invece di “vita piacevole”). Questa nakshatra è associata alle dichiarazioni di guerra, agli atti di distruzione, agli incendi, ai viaggi per mare e all’acqua in generale.

Facies nelle geniture

Il lato più aggressivo di Facies, la determinazione al successo e al comando, lo spirito dittatoriale e autoritario, l’intolleranza razziale, religiosa e culturale, sembrano esprimersi in modo estremo nella genitura di Adolf Hitler (Braunau, Austria, 20 aprile 1889, ore 18.30 – Luna e Giove con Facies). Se tra i significati di Facies annoveriamo il senso della vita come lotta e come sfida da affrontare per raggiungere obiettivi personali o universali, l’autore di Mein Kampf (La mia battaglia) ne è un esempio lampante. Le sue eccezionali abilità oratorie (l’eloquenza è una tipica manifestazione di questa posizione) gli permisero di affascinare e persuadere folle oceaniche. Persino la tendenza alla malattia cronica si manifesta, specialmente dopo il 1944, con disturbi di varia natura, generale decadimento fisico e tremori incontrollabili alla mano sinistra. Inutile dire che la possibilità di morte violenta, in questo caso specifico, si realizza letteralmente: il dittatore si ucciderà con un colpo di pistola in bocca e i suoi resti saranno bruciati.


Hitler
Adolf Hitler – Facies: long. 6°45 Cap, DM 068°10.
Luna: long. 6°38 Cap, DM 067°35. Giove: long. 8°15 Cap, DM 069°03 [9]

 

L’atteggiamento bellicoso, le tendenze militari, il senso della guerra come esperienza fondamentale per l’uomo trovano contraltare, tuttavia, e addirittura con maggior frequenza, nel credo pacifista. Sempre di lotta si tratta, questa volta contro la guerra. E’ il caso di John Lennon (Liverpool, 9 ottobre 1940, ore 18.30 - Rodden), pacifista convinto, segnato dalla dipendenza da alcol e droghe, vittima della violenza che combatteva, ucciso a New York con cinque colpi di pistola. Il tema di Lennon mostra Facies culminante.


La violenza attuata o subita che Facies suggerisce, è bene ricordarlo, si manifesta raramente in modo tanto letterale o eclatante. Nella vita e nell’opera di James Joyce, tra gli scrittori più influenti e innovativi del 900, il passato mitico e archetipico della tradizione occidentale serve da base e punto di partenza per una sperimentazione verbale e concettuale tra le più ardite e anticipatrici. Autentico genio linguistico e letterario, Joyce esemplifica quella connessione fertile tra passato, presente e futuro che la Rosenberg indica come caratteristica di chi è fortemente segnato dalla nebula Facies, che sorge all’ascendente nel tema dello scrittore irlandese (Dublino, 2 febbraio 1882, ore 6.00). Il suo capolavoro finale, Finnegans Wake, fu scritto in un linguaggio inventato combinando numerose lingue antiche e moderne. Ma non manca il lato negativo di questo influsso: Joyce soffrì di problemi agli occhi per tutta la vita. Nel 1930 si era già sottoposto ad almeno 25 operazioni oftalmiche ed aveva grosse difficoltà a leggere la sua stessa scrittura. Pur raggiungendo vette eccelse nel suo campo, la sua vita fu sempre difficile ed ebbe il dolore di vedere la figlia, schizofrenica e piromane, internata permanentemente in un istituto per malattie mentali. Soffriva inoltre di patologie gastriche croniche e morì a soli 58 anni per le complicanze di una peritonite post operatoria.


Joyce
James Joyce – Facies: long. 6°39 Cap, DM 001°13
Asc.: long. 6°26 Cap, DM 000°00


La fertile combinazione “vedere male/voler vedere e capire tutto a tutti i costi”, così come l’interesse per l’universo degli astri, nel passato e nel presente, si ritrova anche nel tema natale di Eugenio Garin (Rieti, 9 maggio 1909, ore 13.20 – di nuovo la Luna con Facies), storico della filosofia autorevolissimo e molto legato al rigore filologico e al lavoro sui testi. Il filosofo “dagli occhiali di bottiglia” – le lenti sembrano essere uno strumento indispensabile per molti di coloro che devono confrontarsi con la nebula davanti all’occhio dell’arciere –  uno dei più brillanti ed acuti studiosi dell’umanesimo, si interessò profondamente e in modo non casuale all’astrologia rinascimentale. Il suo saggio Lo zodiaco della vita. La polemica sull’astrologia dal trecento al cinquecento fu pubblicato nel 1976 dall’Editore Laterza.

 

Garin
Eugenio Garin – Facies: long. 7°02 Cap, DM 116°12
Luna: 5°24 Cap, DM 114°34
Il diametro apparente di Facies è di ben 32’ d’arco.

La lente di Facies

Molti astronomi e astrofisici hanno usato la lente di Facies come fosse un telescopio per penetrare l’universo con sguardo acuto – quello che a qualcuno di loro difettava nel corpo – compensando il limite fisico con la focalizzazione intellettuale estrema e determinata. Tycho Brahe, ad esempio, astrologo ufficiale del Re di Danimarca e autore di osservazioni sistematiche, precise e rigorosissime, che proporrà un sistema semi-eliocentrico in contrasto con il sistema tolemaico tradizionale, aveva il Sole insieme a Facies.[10]
William Herschel, nato in Germania ad Hannover il 15 novembre 1738 alle ore 01.15, naturalizzato britannico, musicista ed astronomo, fu un abile e rinomato costruttore di telescopi: nel corso della sua carriera ne completò più di 400 esemplari. Era solito smerigliare e lucidare personalmente gli specchi e le lenti dei suoi strumenti, tra i quali il più famoso fu certamente il “40-foot telescope”, un riflettore da 12 m. di lunghezza focale, all’epoca il più grande del mondo. Pubblicò diversi cataloghi di nebule (fu il primo osservatore a risolvere M22) e divenne famoso soprattutto per la scoperta del pianeta Urano avvenuta il 13 marzo 1781. Nel tema di Herschel la lente celeste di Facies, congiunta largamente alla Luna, è puntata sul pianeta Urano!

 

Herschel
  William Herschel – Facies: long 4°39 Cap, DM 106°06
Urano: long. 3°56 Cap, DM 105°38


Fu poi l’astronomo tedesco Johann Elert Bode (Hamburg, 19 gennaio 1747, ore 13.15) a calcolare l’orbita del nuovo pianeta scoperto da Herschel e a suggerirne il nome attuale, Urano. Tuttora ricordato per la Legge di Titius e Bode che porta il suo nome e per la scoperta della galassia di Bode (M81), fu direttore dell’Osservatorio di Berlino e autore di una meravigliosa Uranographia (atlante celeste illustrato). La congiunzione Mercurio/Giove/Facies in 7a casa, con Mercurio signore dell’ascendente, il tutto osservato dalla Luna, mostra l’effetto fisico, oltre che intellettuale, di questa posizione: in età giovanile si ferì con un temperino perdendo l’occhio destro. Manilio docet: l’Arciere produce persone con un occhio solo…


Bode
Johann Elert Bode – Facies: long. 4°46 Cap, DM 198°15
Mercurio: long. 4°56 Cap, DM 204°34
Giove: long. 3°37 Cap, DM 198°23

 

Per finire, il geniale filosofo Baruch Spinoza, un altro esempio di vita difficile e di successo intellettuale di prima grandezza (Amsterdam, 24 novembre 1632 alle ore 14.00). Nato da genitori ebrei costretti a convertirsi al cristianesimo, soffrì egli stesso gli effetti dell’intolleranza razziale, religiosa e accademica, che, soprattutto a causa delle sue coraggiose posizioni filosofiche, gli fruttò il bando e la scomunica da parte della comunità ebraica, e più tardi la messa all’indice delle sue opere da parte della chiesa cattolica. Di carattere schivo, ascetico e indipendente, restio ad accettare incarichi ed onori che, a suo parere, avrebbero limitato l’autonomia e la libertà assoluta della sua ricerca intellettuale, si guadagnava da vivere smerigliando lenti per telescopi e microscopi. Fu amico e collaboratore dell’astronomo Christiaan Huygens, insieme al quale progettò strumenti ottici di diverso tipo, tra cui un telescopio da 40 piedi. Viveva in camere d’albergo nella più assoluta semplicità e povertà. Affetto da disturbi respiratori cronici morì a 44 anni per gli effetti aggravanti della polvere di vetro inalata intagliando ottiche. La lente di Facies culmina al Medio Cielo nel suo tema.

 

Spinoza
Baruch Spinoza – Facies: long. 3°10 Cap, DM 269°13
MC: long. 3°37 Cap, DM 270°00
 

A questi esempi potremmo aggiungere gli esploratori del microscopico e dell’infinitamente piccolo, coloro che penetrano la materia con lo sguardo curioso, gli studiosi di fisica nucleare e quantistica come Enrico Fermi (Giove e Saturno in 9a con Facies) e Werner Heisenberg (Marte signore dell’ascendente con Facies). [11]

Facies e la Luna nella carta oraria

Turbolenza e violenza, attuata o subita; difetti fisici e problemi al corpo ma soprattutto alla vista; intelligenza determinata e focalizzata, unita ad una certa eloquenza; desiderio di penetrare intellettualmente ciò che è lontano e difficilmente percepibile; a tutto ciò aggiungiamo, nelle carte orarie, un indebolimento sensibile del significatore planetario in base alle categorie della debilità accidentale, in particolare quando la Luna è coinvolta.


Le stelle fisse popolano l’ultimo dei cieli di cristallo che ci circondano. Il più elevato tra quelli abitati da astri, il meno prossimo al mondo sublunare nel quale viviamo. Più vicine simbolicamente a ciò che è incorruttibile ed eterno, più lontane dai nostri quotidiani, contingenti, temporanei interessi. […] Il movimento della Luna, al contrario, così veloce e fuggevole, è affine alla transitorietà e all’immediatezza delle situazioni e degli eventi che una mappa oraria riflette: non a caso, la Luna è probabilmente la singola testimonianza di maggior rilievo in tali analisi, di gran lunga più influente di qualunque stella. Non perché queste non contino, ma perché il loro regno è ben altro e ben più alto. [12]

 

La funzione della Luna in una carta oraria, pertanto, sarà sempre cruciale: il più mobile e veloce dei pianeti, il più affine alla nostra natura corruttibile e incostante, sarà il luminare notturno a segnalare, con i suoi aspetti applicativi, il corso degli eventi, anche quelli minimi della nostra vita. E sarà sempre la Luna ad assumere il ruolo fondamentale di co-significatore di chi pone la domanda. Una Luna in dignità, forte, di moto rapido e crescente di luce, che forma numerosi aspetti, sarà un segnale positivo e importante in qualunque domanda oraria. Una Luna debilitata e impedita, che corre a vuoto senza fare aspetti, congiunta a stelle fisse di natura difficile o incompatibile, sarà al contrario un segno affidabile di difficoltà e scarse prospettive di realizzazione. Sebbene le stelle fisse, di per sé, abbiano un ruolo secondario nelle carte orarie per le ragioni sopra addotte, e lascino ai pianeti – e in particolare alla Luna – il ruolo di attori principali, tuttavia saranno in grado di affliggere o di esaltare il significatore planetario con effetti evidenti.
A riprova di questo, basterà dire che ben poche delle carte orarie presenti nel mio archivio, nelle quali la Luna sia insieme alla nebula Facies, mostrano un esito favorevole della questione proposta. Mentre nelle geniture, che riflettono una vita intera piena di opportunità e di contrasti, il potenziale di successo offerto da Facies può essere sfruttato adeguatamente nonostante le difficoltà, la sua sostanziale natura problematica si manifesta invece nelle più semplici e immediate carte orarie come ostacolo o complicazione.

Ho un problema grave al seno?

Dopo un normale screening mammografico di routine per la prevenzione del tumore al seno, la richiedente, inaspettatamente, riceve una telefonata dall’operatore sanitario con la quale viene riconvocata d’urgenza in ospedale per “dubbi nella lettura dell’esito”. Sconvolta e preoccupata, pone la domanda: “Ho un problema grave al seno?”
L’ascendente a 9° Vergine definisce Mercurio come significatore principale della richiedente. Il suo significatore secondario è la Luna.
Mercurio a 6°45 dei Pesci, in esilio e caduta, mostra chiaramente il livello di ansia e anticipazione negativa della richiedente, comprensibilmente spaventata da una convocazione urgente di questa natura. Mercurio è in debilità essenziale proprio perché si trova nel segno di Giove, suo dispositore, fatto per nulla sorprendente dal momento che Giove governa la 4a casa ed è pertanto significatore accidentale del seno della richiedente.


C’è una malattia seria al seno? Certamente no! Giove è peregrino in casa cadente, in un segno poco compatibile con le qualità prime del gigante benefico, pianeta di natura calda e umida, mentre il Toro, come tutti i segni di Terra, è fondamentalmente freddo e secco. Tuttavia, Giove non è afflitto dai malefici e neppure Mercurio – la richiedente – entra in contatto per aspetto né con Saturno (signore della 6a casa delle malattie), né con Marte (governatore dell’8a della morte). Inoltre, il grado del Toro in cui si trova Giove non è per nulla pericoloso. Richard Saunders – autore della “bibbia” dell’astrologia medica tuttora usata per le diagnosi in astrologia oraria e nelle carte di decubito – utilizza una scala di quattro gradi di crescente pericolosità per valutare il livello di distemperanza di un pianeta. Il primo livello di eccesso di caldo/freddo o di secco/umido è considerato fonte di disturbi benigni e facilmente guaribili, mentre il quarto livello, definito “oltre natura”, potrebbe persino essere fatale, se la patologia in esame è potenzialmente grave. Ma in questo caso Giove è a 4° 57 Toro:


Giove nei primi 18 gradi del Toro è temperato in tutte le quattro Qualità prime, anche se rende il sangue tendente alla Melanconia. [13]

 

Niente di grave, quindi. Possiamo rassicurare la paziente.
E tuttavia la Luna, significatore della richiedente e del corso degli eventi, in esilio nella 4a casa che rappresenta il seno, è congiunta a Facies. Come interpretare i significati della nebula, collegata alla cecità e al voler comunque vedere, in una carta effimera per eccellenza? Come si esprimerà il potenziale di penetrazione cieca e violenta di Facies, entro i limiti tranquillizzanti di una comune carta oraria?


Questo fu quello che accadde: la richiedente si presentò, piuttosto sconvolta, al centro diagnostico del policlinico della città. Le spiegarono che le lastre precedenti mostravano un addensamento sospetto nel quadrante superiore esterno, prossimo all'ascella, e la sottoposero ad ulteriori accertamenti coi raggi x, ripetendo le due lastre previste dallo screening.
La paziente si rivestì e rimase in ansiosa attesa della lettura. Ma, per qualche ragione, neppure stavolta il medico riuscì a vedere, a chiarire, ciò che doveva essere visto. Il tecnico di radiologia, quindi, sottopose di nuovo la donna ad una batteria di altre 4 lastre. Anche queste risultarono confuse, poco informative: la posizione sotto l'ascella risultava difficilmente raggiungibile dalla macchina e l'immagine non era abbastanza nitida da chiarire la natura dell'addensamento rilevato.
Nonostante le proteste della paziente, ormai sempre più angosciata e preoccupata anche per la dose insolitamente alta di radiazioni che stava ricevendo inutilmente, il medico dispose altre due lastre, in posizione sempre più acrobatica e fastidiosa... Niente da fare. La cecità del mezzo e degli operatori non permetteva di vedere.
Finché il medico decise di passare ad un’ecografia, che, insieme alla visita obiettiva, permise finalmente di affermare che nessun problema di rilievo era presente. Con grande sollievo della paziente che tuttavia, mi disse poi, si era sentita violata, quasi torturata dall'insistenza spietata di quello sguardo penetrante e pericoloso, la radiazione x, inutilmente determinato a sondarla, a guardarle attraverso senza successo, ancora ed ancora, fino ad ottenere l'informazione cercata.


Certo non possiamo aspettarci che le domande orarie, generalmente dedicate alla soluzione dei problemi quotidiani, ci mostrino situazioni eccezionali. Nessuna esplosione atomica al policlinico, per fortuna, ma non si può negare che quella Luna su Facies abbia manifestato, ad un livello minore e personale, tutti i significati caratteristici di questa intensa, difficile posizione.


Oraria Seno
Facies: 8°28 Cap, DM 118°16
Luna: 7°09 Cap, DM 117°54

 

Patrizia Nava ( www.astrologiaoraria.com ) fa parte delle associazioni astrologiche CIDA, Apotelesma, Cielo-e-Terra ed è Practicing Member della Society of Astrologers americana, che raccoglie studiosi di formazione classica e tradizionale. Da anni collabora alle riviste specializzate Linguaggio Astrale e Sestile e dirige il corso di diploma per corrispondenza in astrologia oraria classica (AOC), da lei fondato. Ha pubblicato il libro I semi del tempo: le relazioni amorose nell’astrologia oraria, Edizioni Capone, Torino 2011.


[1] Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, Libro I, Cap.9 (traduzione di Giuseppe Bezza).

[2] Giuseppe Bezza, Le dimore celesti, Xenia, Milano 1998, p.190. Marco Fumagalli, tuttavia, definisce la nebulosa Spiculum/Laguna M8 “Freccia del Sagittario”, suggerendo che, come la punta della freccia di pari longitudine (la stella Alnasl, Gamma Sagittarii), sia di natura Marte/Luna come la maggior parte delle nebule. Anche Vivian Robson attribuisce a Spiculum M8 una natura Marte/Luna. M22 non compare in Ebertin-Hoffmann, Fixed Stars and their interpretation, 1971, e neppure nel catalogo di nebule antiche e moderne di M. Fumagalli.

[3] Vivian Robson, The Fixed Stars and Constellations in Astrology, Astrology Classics 1923-2005, p.165.

[4] Bernadette Brady, op. cit., p.297.

[5] Diana K Rosenberg, Secrets of the Ancient Skies. Fixed Stars & Constellations in Natal and Mundane Astrology, A.S. Press, New York 2012, vol.2, p.441.

[6] Diana K Rosenberg, ivi, p.442.

[7] Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro III, cap.13.

[8] Alexandre Volguine, Iniziazione all’astrologia lunare, Ed. Mediterranee, Roma 1981, p.62. Da notare che Volguine, tuttavia, utilizza le mansioni lunari arabe come se fossero una sorta di zodiaco tropicale lunare, non più dipendente dalle stelle segnalatrici e dalla loro posizione siderale.

[9] DM = Diurnal Motion: posizione dell’astro misurata lungo l’arco diurno/notturno a partire dall’orizzonte Est. Utile per calcolare i cosiddetti aspetti in mundo.

[10] Tycho Brahe, Knutstorp (Danimarca), 14 dicembre 1546 (Cal. Giul.) ore 10.47. Anche diverse donne pioniere dell'astronomia come Nicole-Reine Lepaute (5 gennaio 1723, Parigi – Facies con Mercurio: gli anni di duri calcoli la resero quasi cieca), Annie Jump Cannon, sordastra (11 dicembre 1863, Dover Delaware), Henrietta Swan Leavitt, variabilista e scopritrice della relazione periodo-luminosità delle Cefeidi, sorda (4 luglio 1868, Lancaster MA) hanno posizioni compatibili, ma l'assenza di un orario di nascita attendibile non permette di collocare con esattezza la Luna, che negli ultimi due casi si situa nel primo decano del Capricorno.
Cecilia Payne (10 maggio 1900, Wendover UK), Professore Emerito all’Università di Harvard dove fece studi fondamentali sulla correlazione classe spettrale/temperatura scoprendo la composizione chimica del Sole, ha Saturno in congiunzione in mundo con Facies.

[11] Enrico Fermi, Roma, 29 settembre 1901, ore 19.00. Werner Heisenberg, ricordato per il “Principio di Indeterminazione” che porta il suo nome, nato a Wurzburg in Germania il 5 dicembre 1901, alle ore 4.45.

[12] Patrizia Nava, I semi del tempo. Le relazioni amorose nell’astrologia oraria, Edizioni Capone, Torino 2011, p.70.

[13] Richard Saunders, The Astrological Judgement and Practice of Physick, London 1677 (Astrology Classics p.162). Anche volendo considerare il dispositore di Giove, Venere, governatore del Toro – segno umoralmente incompatibile con Giove – come responsabile dell’eventuale malattia, otterremmo sempre un responso molto rassicurante: Venere nei primi 18 gradi dell’Ariete, per quanto tendente alla Collera o Bile Gialla, viene comunque definita da Saunders “temperate in all the 4 Qualities” (ivi, p.186).

 

Torna alla prima parte