William Lilly

William Lilly (11 Maggio 1602 NS, 2.04 am LMT, Diseworth) è tuttora considerato il più grande astrologo inglese. Provvisto di istruzione classica, ma non accademica, iniziò ad interessarsi di astrologia piuttosto tardi, dopo il 1633. La sua opera più importante è Christian Astrology, trattato teorico-pratico in tre volumi pubblicato nel 1647, testo di riferimento imprescindibile per chiunque si occupi di astrologia tradizionale e di astrologia oraria in particolare.

Spesso ricordato per la spettacolare previsione del Grande Incendio di Londra del 1666, fu convinto sostenitore del Commonwealth e aperto simpatizzante del Parlamento. Ciò lo costrinse, dopo la Restaurazione della Monarchia, a ritirarsi gradualmente dalla vita pubblica e dalla pratica astrologica professionale. Dedicò i suoi ultimi anni allo studio della medicina, disciplina allora strettamente collegata all’astrologia e alla teoria degli umori.

Lo sfortunato intervento "correttivo" di Richard James Morrison (Zadkiel) che nell'800 ripropose il trattato di Lilly, pesantemente modificato, con tagli consistenti e aggiunte di materiale proprio, fece, come ha scritto Maurice McCann, "un grande disservizio all'astrologia oraria" presentando una versione assolutamente personale e distorta delle tecniche classiche.
Ma la pubblicazione di un facsimile dell’edizione originale di Christian Astrology ad opera della britannica Regulus Press nel 1985, diede inizio alla rinascita degli studi astrologici tradizionali, in America (Hand, Zoller, Schmidt) e in Europa (Olivia Barclay, John Frawley, Deborah Houlding) e ad una profonda revisione critica delle tecniche utilizzate dall’astrologia moderna.
Non esiste, purtroppo, un’edizione italiana dell’opera originale di Lilly. Ho perciò tradotto personalmente i capitoli seguenti, tratti dal secondo volume di Christian Astrology :

 

 

Cap. XLIX Sul matrimonio
Cap. XLIX Aforismi di Alkindi riguardo al matrimonio
Cap. LIX Richiesta da una donna: sposerà l’uomo desiderato?
Cap. LX Sposerò l’uomo che desidero?
Cap. LV Delle società

Cap. LXXXI Otterrò la Pietra Filosofale?